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Marketing e comunicazione ambientale vanno sotto braccio nella campagna per la riduzione dell’utilizzo di shopper in plastica lanciata nel Regno Unito dall’associazione “We are what we do” (siamo quello che facciamo) che, assieme alla designer Anya Hinmarch, ha messo in commercio a 7,5 sterline la borsa in cotone “I’m NOT a plastic bag” per fare la spesa, presto diventata un oggetto “cult” tra i Vip inglesi e statunitensi.

In parallelo sono state prodotte vetrofanie “Plastic ain’t my bag” esposte in negozi e supermercati aderenti alla campagna in tutto il paese.

Maggiori informazioni:
http://www.wearewhatwedo.org/http://www.anyahindmarch.com/

E’ terminata con l’impegno di un secondo appuntamento ad ottobre, la trasferta della Fondazione Clinton presente nei giorni a scorsi a Roma per concordare la fattibilità di alcuni programmi di riduzione di CO2 messi in campo dal Campidoglio per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.
Dopo il “C40 Large Cities Climate Summit“, il vertice delle 46 città più grandi del mondo contro i cambiamenti climatici, Roma è stata infatti inserita tra le sedici città del mondo che la Fondazione Clinton ha scelto di sostenere nella lotta alla riduzione dei gas serra, attraverso investimenti finanziari per iniziative locali legate in primo luogo alla promozione della eco-edilizia e dell’efficienza energetica. (continua…)

Viene accolta con grande soddisfazione la decisione del Parlamento Europeo di vietare l’importazione e il commercio di pelli di cani e gatti in tutti in Paesi dell’Unione.
L’UE si allinea a USA, Australia, Nuova Zelanda e Svizzera, che avevano già bandito il commercio di queste pelli, utilizzate come inserti nei prodotti di abbigliamento e di alcuni giocattoli.

Un vero e proprio successo di cui dobbiamo ringraziare innanzitutto la LAV (Lega Antivivisezione) che già da diversi anni si batte per far bandire le pellicce di cani e gatti.
Grazie alle pressioni esercitate dall’associazione antivivisezionista infatti, l’Italia è stato il primo Paese Unione – e secondo nel mondo dopo gli USA – a vietare il commercio delle pellicce di cani e gatti nel nostro Paese.
“Questa approvazione costituisce il primo importantissimo caso in cui la legislazione comunitaria ha superato i vincoli imposti dalle regole dettate dal mercato internazionale, facendo scelte etiche nei confronti degli animali, e arrivando a bandire un intero commercio – commenta Roberto Bennati, responsabile LAV campagne europee.

Il commercio di pelli provenienti da cani e gatti uccide, ogni anno, circa due milioni di animali in Cina, Thailandia, Filippine e Corea. Animali randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni indescrivibili fino al momento dell’uccisione cruenta.

Le campagne contro l’alcol rivolte agli adolescenti dovrebbero focalizzarsi sul rischio di disturbi dell’erezione: l’unico argomento cui i giovani sembrano essere sensibili, indica uno studio del Centro nazionale di ricerca su alcol e droghe. Per i maschi, il fatto di bere alcol è talmente associato a varie forme di bullismo, che è difficile dissuaderli; l’unico deterrente potrebbe essere l’immagine d’impotenza sessuale.

Fonte: http://www.aduc.it

Love life

Amnesty International usera’ da oggi riprese satellitari per controllare  la situazione dei villaggi della martoriata regione sudanese del Darfur.

L’organizzazione per i diritti umani chiede a tutti di visitare il sito www.eyesondarfur.org, per far sapere in questo modo al governo sudanese  che il mondo sta controllando quanto accade sul terreno.
Nonostante quattro anni di distruzione e morte in Darfur, il governo sudanese rifiuta le richieste dell’opinione pubblica e delle Nazioni Unite di inviare i peacekeeper nella regione, indispensabili per fermare le violazioni dei diritti umani – ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International. Nel frattempo, cerchiamo di sfruttare la tecnologia satellitare per dire al presidente al-Bashir che verificheremo quanto sta accadendo per denunciare ulteriori violazioni dei
diritti umani. Amnesty International continuerà e premere sulle autorità sudanesi affinché consentano il dispiegamento dei peacekeeper.

Il sito www.eyesondarfur.org aggiungerà ogni giorno nuove immagini dal satellite, per verificare in tempo reale nuovi attacchi e distruzioni e identificare aree potenzialmente a rischio localizzate presso importanti risorse, come le fonti d’acqua. Il sito conterrà inoltre un archivio di immagini che testimonieranno la distruzione dei villaggi a partire dal 2003.

Il progetto e’ stato realizzato dalla Sezione Statunitense di Amnesty International, in collaborazione con l’American Association for the Advancement of Science.

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia – Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 – cell. 348-6974361, e-mail: press@amnesty.it

Centro Studi

Quasi la metà delle società quotate a Piazza Affari non considera la tanto decantata ‘social responsibility’. È il risultato di uno studio-sondaggio condotto dal Centro Studi Philanthropy dell’Università di Bologna e coordinato da Andrea Casadei, che ha evidenziato che sul totale delle società quotate, il 60% effettivamente si è già impegnato in una qualche attività di responsabilità sociale d’impresa e, quindi, nella gestione dell’impatto del proprio business sull’ambiente e la collettività. Tuttavia, del restante 40%, costituito da 160 aziende, addirittura nessuna si è detta interessata a investire in percorsi di CSR nel breve termine. Soltanto sei imprese si sono dette mostrate orientate a farlo nel medio periodo, mentre 64 hanno detto di volerlo fare nel lungo termine. Ben 70 imprese, invece, hanno dichiarato di non pensare assolutamente a investire in questo tipo di attività.
“La Social Responsibility in Italia è ancora vista come qualcosa di esterno al business dell’azienda, che non porta alcun beneficio economico misurabile. All’estero, invece, spesso e volentieri le iniziative di responsabilità sociale sono legate alla promozione dei prodotti e diventano un volano per il business stesso. E questo crea un circolo virtuoso”, ha commentato Casadei, che ha aggiunto: “Anche quando le aziende italiane dichiarano di aver intrapreso una qualche attività di Responsabilità Sociale, spesso si sono solo dotate di un codice etico”. E questo atteggiamento non cambia nemmeno se si restringe l’analisi a banche e assicurazioni, potenzialmente interessate a rilegittimarsi agli occhi dei clienti dopo i recenti scandali finanziari, né al settore delle utilities, per definizione quello a maggiore impatto ambientale: il 42,85% delle utilities contattate non è interessata per nulla alla Social Responsibility. E questo, nonostante il fatto che in tale settore le campagne di marketing e comunicazione siano incentrate in larga misura sulle tematiche della sostenibilità ambientale.

fonte: Milano Finanza 

teva

Teva, le calzature che hanno dettato uno stile di vita per vivere al meglio gli sport outdoor, ha deciso di sponsorizzare l’iniziativa del campione Francesco Gambella, “Giro d’Italia in Kayak” in soli 80 giorni. Il recordman italiano di kayak estremo partirà infatti da Savona il 1°giugno e per circa 3 mesi percorrerà 2700 Km fino al 15 agosto dove chiuderà l’impresa a Venezia.

Questa iniziativa ha trovato subito consenso dalla Teva sia perché rappresenta una forma di passione per l’avventura , che è fonte di ispirazione delle calzature Teva, sia perché ha un nobile scopo, quello di devolvere i proventi all’Amref, la principale organizzazione sanitaria in Africa che quest’anno festeggia i 50 anni del suo operato.
L’impresa “Giro d’Italia in Kayak” del campione Gambella raccoglierà infatti i fondi per i Flying Doctors di Amref, i dottori volanti che dal 1957 portano assistenza medica nelle aree rurali non raggiunte dai servizi ospedalieri e sanitari.

Valerio Staffelli

Valerio Staffelli, il postino dei “tapiri” della trasmissione Striscia la notizia, sara’ il testimonial di una campagna per sensibilizzare i piu’ giovani in Sicilia all’uso del casco attraverso iniziative di prevenzione ed educazione nelle scuole e di comunicazione sulle strade. Secondo una ricerca condotta dalla Iss, infatti, mentre al Settentrione la totalità dei motociclisti usano il casco, circa il 99,5%, al Meridione la percentuale si riduce di un terzo (35%) e il dato peggiora ulteriormente tra i ragazzi.
Muove da questi dati l’idea della campagna “Wear & lock – Allacciati alla vita”, promossa dal Gruppo caschi e dal Gruppo Motocicli di Confindustria Ancma, presentata ieri a Palazzo D’Orleans, a Palermo, con il patrocinio della Regione siciliana e del ministero dei Trasporti, in collaborazione con la polizia Stradale e il ministero dell’Istruzione.
La Sicilia ospiterà per la prima volta a partire dal 3 giugno, il progetto pilota della campagna, dal costo di centomila euro i cui risultati saranno presentati all’Unione Europea con l’obiettivo di ottenere un supporto economico per replicare l’iniziativa a livello nazionale. L’operazione si svolgerà in tre fasi: la prima prevede una campagna di formazione nelle scuole della regione, la seconda una campagna di comunicazione attraverso la diffusione di spot televisivi, cartellonistica stradale e, infine, una campagna di prevenzione sulle strade a opera del vigili urbani e della polizia stradale che fermeranno i centauri per distribuire loro dei questionari. (continua…)

La Fondazione I-CSR nell’ottica del potenziamento delle sue attività cerca: ricercatori Senior e Junior. Per saperne di più scarica il file o visita il sito.

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